Perchè gli incendi in California ci riguardano
Non abbiamo un pianeta B
L’incendio che sta ancora bruciando Los Angeles e dintorni è direttamente connesso alla crisi climatica (qualcuno parla già di Caos climatico): nel 2023 le statistiche dicono che ha piovuto molto e che quindi la vegetazione ha avuto un’esplosione ma nel 2024 non ha piovuto e di conseguenza il fuoco ha avuto campo libero per agire indisturbato.
“Gli incendi si spengono vent'anni prima, con la prevenzione, invece purtroppo si continua a puntare sull'estinzione del fuoco, su un approccio contundente per il quale non avrai mai abbastanza uomini, acqua, tecnologia, e intanto si continua a costruire senza una vera percezione del rischio”. (Da un articolo di Ferdinando Cotugno)
Siccità e forte vento hanno reso difficile l’approvvigionamento stesso di acqua per spengere gli incendi.
I tagli alla spese pubbliche hanno ridotto le forze dei vigili del fuoco.
Se da un lato appare quindi importante quanto sia necessaria e vitale una corretta prevenzione, che va dalla gestione del verde, alla creazione di aree tagliafuoco, alla progettazione e scelta di aree idonee di edificazione, alla raccolta e deposito di acque di riserva, fino all’intervento pubblico sulle spese per il corpo dei vigili del fuoco, dall’altro è palese come gli effetti della crisi climatica colpiscano in modo cieco, senza far distinzione tra ricchi o poveri, nord o sud del pianeta, donne o uomini, neri o bianchi.
“Gli sforzi della California per prevenire gli incendi, considerati dagli esperti l’unico modo per ridurre in modo significativo il crescente rischio di incendi, sono stati ripetutamente vittime del contraccolpo del bilancio statale”. (Jacobin Italia)
Sono i più deboli e i più poveri quelli che vengono travolti maggiormente, ed in mancanza di un welfare forte e di politiche statali adeguate, sono destinati a soffrire. I disastri colpiscono più duramente chi non ha le giuste difese.1
E l’incendio della California ancora una volta ce ne mostra un esempio:
È sempre da questo incendio veniamo a sapere che pure le assicurazioni sono in grave difficoltà, per cui da una parte stanno smettendo di assicurare le case maggiormente sottoposte a rischio e dall’altra rischiano di non poter coprire danni così ingenti come quelli della California: la via del mercato per la soluzioni delle catastrofi climatiche è una mera illusione
“In un futuro, che è decisamente prossimo, gli eventi estremi saranno sempre più intensi e sempre più numerosi. Assicurare i propri beni, immobili o di altra natura, sarà fondamentale per superare l’impatto di uno di questi eventi. Ma cosa accadrà se questo genere di assicurazioni non venisse più concesso o se il costo aumentasse tanto da renderle inaccessibili per molti?”2
Ed è esattamente per questo motivo che la giustizia sociale e quella climatica devono procedere di pari passo, perché non possiamo lasciare nessuno indietro e non possiamo permettere che la crisi climatica aumenti e aggravi le diseguaglianze sociali.
Che fare quindi?
Investire meglio e molto di più in prevenzione per qualsiasi evento che potrà verificarsi a causa della crisi climatica (siccità, alluvione, incendi, ondate di calore), gestire i territori in modo responsabile e attraverso strumenti urbanistici che abbiano come primo obiettivo non la logica cementificatoria e speculativa ma quello di salvaguardia degli interessi della cittadinanza attraverso opere di adattamento (zero consumo di suolo).
Prevedere un fondo di riparazione dei danni per coloro che non hanno mezzi economici tali da poter garantire una efficace copertura assicurativa.
Una sorta di assicurazione di Stato che tuteli le fasce più deboli
oltre una certa soglia, fornendo una capacità finanziaria illimitata.
“Il nostro modello prevede la creazione di un fondo nazionale di assicurazione climatica finanziato con continuità da una tassazione progressiva sugli immobili, calcolata in base al valore catastale aggiornato. Tale sistema sarebbe equo, poiché il contributo richiesto ai cittadini sarebbe progressivamente proporzionato al valore delle loro proprietà, garantendo una distribuzione sostenibile dei costi dove i proprietari di abitazioni di maggior valore contribuiscono in modo maggiore al fondo. A questa strutturata forma di finanziamento, si può aggiungere quella derivante dalla tassazione degli extraprofitti dell’industria fossile per incrementare la dotazione del fondo” (Dal Libro bianco degli Stati Generali dell’Azione per il Clima, Le proposte dell’attivismo italiano alla politica)
Pianificare progetti di delocalizzazione per quelle abitazioni o attività che si trovino in aree ormai troppo a rischio per poter garantire la sicurezza di chi le abita e le frequenta
https://ansabrasil.com.br/sito/notizie/topnews/2025/01/12/incendi-a-los-angeles-i-piu-ricchi-assoldano-pompieri-privati_dcca2852-1001-4e8d-9f5d-f3e3fa02f980.html
https://www.nytimes.com/2025/01/12/us/private-firefighters-la-wildfires.html?smid=url-share
https://quifinanza.it/attualita/incendi-los-angeles-perdite-assicurative/874874/




